Maria Rosaria Boccia rompe il silenzio su Alessandra Caldoro

Maria Rosaria Boccia ph Press

Al centro della polemica la presunta inopportunità della sua presenza alla presentazione del libro di Ranucci. Boccia rivendica il legame con il giornalista e annuncia: «Domenica sarò a Napoli»

Mancano ancora diversi giorni alla presentazione napoletana dell’ultimo lavoro editoriale firmato da Sigfrido Ranucci, ma il clima intorno al dibattito è già particolarmente rovente. A scatenare il caso è stata Maria Rosaria Boccia, la nota imprenditrice di Pompei, la quale ha reso pubblico un articolato comunicato in cui prende di mira l’organizzatrice della manifestazione, Alessandra Caldoro. Al centro delle contestazioni vi è la presunta inopportunità della sua presenza all’incontro culturale previsto per il 15 novembre presso il Museo Filangieri di Napoli, in occasione dell’illustrazione del volume intitolato Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia. Secondo la ricostruzione fornita da Maria Rosaria Boccia, l’avviso di gradimento mancato le sarebbe giunto dapprima per interposta persona tramite un’amica in comune, modalità che la donna ha stigmatizzato sottolineando come non vi sia stata «Non un invito a confrontarsi. Non una telefonata diretta. Non una spiegazione».

In seguito a questa prima indiscrezione, l’imprenditrice ha contattato il giornalista Carlo Tarallo, figura che, a suo dire, avrebbe conosciuto Sigfrido Ranucci proprio grazie al suo tramite, per poi favorire il contatto con la stessa Alessandra Caldoro. Successivamente si sarebbe svolto un colloquio telefonico diretto con l’organizzatrice, durante il quale Alessandra Caldoro avrebbe motivato il proprio scetticismo facendo riferimento ai contenziosi giudiziari aperti che vedono coinvolti la stessa Maria Rosaria Boccia e Carlo Tarallo. Tale presa di posizione è stata fermamente respinta dall’esponente campana, convinta che un procedimento ancora da definire non debba mai tramutarsi in una forma di condanna sociale né comportare limitazioni alla partecipazione a un appuntamento culturale.

Le vicende giudiziarie al Tribunale di Roma e il valore dell’autonomia personale

Entrando nel dettaglio dei nodi legali, Maria Rosaria Boccia menziona l’imminente udienza predibattimentale programmata per il 3 dicembre 2026 dinanzi al Tribunale di Roma, inerente alla presunta diffusione di alcuni contenuti audio. Nel riaffermare la propria totale estraneità rispetto a qualsiasi condotta illecita, l’imprenditrice ha ricordato come i giornalisti della trasmissione Report abbiano ottenuto l’archiviazione per una vicenda collegata alla stessa questione giornalistica, fatto che aveva suscitato interrogativi pubblici anche in sede parlamentare. La protagonista della vicenda ha tenuto inoltre a distinguere questo fascicolo dal procedimento relativo al caso Sangiuliano già avviato a Roma, rivendicando con forza il principio della presunzione di innocenza: «Essere coinvolti in un procedimento giudiziario non significa essere colpevoli, né perdere il diritto di partecipare a un evento pubblico». Da qui le sue domande rivolte all’organizzatrice: «Possibile che proprio chi organizza la presentazione di un libro dedicato all’assalto alla giustizia non comprenda questa distinzione?» e «Possibile che si voglia celebrare il giornalismo coraggioso sul palco e contemporaneamente applicare criteri di opportunità alla porta d’ingresso?».

Un ulteriore motivo di scontro riguarda l’estrazione familiare dell’organizzatrice. Stando a quanto riferito da Maria Rosaria Boccia, durante il loro confronto telefonico Alessandra Caldoro avrebbe ricordato di essere figlia di una personalità politica e di conoscere, proprio per questa ragione, il significato e il peso delle vicende giudiziarie. Una considerazione che la quarantatreenne di Pompei ha interpretato come un riferimento alla propria appartenenza familiare, replicando con una rivendicazione di autonomia personale: «Io ho 43 anni e non ho mai avuto bisogno di presentarmi attraverso il cognome di mio padre o di mia madre». Orgogliosa dei propri genitori, dei valori ricevuti e dei sacrifici compiuti dalla famiglia, l’imprenditrice ha sottolineato: «Io sono semplicemente Maria Rosaria Boccia. Con i miei errori, le mie battaglie, la mia storia e la mia dignità», aggiungendo: «Non ho mai ritenuto che la rispettabilità si ereditasse per discendenza». L’imprenditrice ha infine richiamato i contrasti politici e la vicenda di esclusione politica denunciata in passato da Alessandra Caldoro insieme al fratello Stefano, affermando: «Non mi interessa giudicare una donna per la storia del padre o del fratello. Sarebbe esattamente l’errore che contesto a chi vorrebbe giudicare me sulla base di un procedimento ancora da definire».

L’amicizia con Sigfrido Ranucci nata a Pompei e l’appuntamento del 15 novembre

Il capitolo più personale della nota diffusa da Maria Rosaria Boccia riguarda il profondo legame con Sigfrido Ranucci. L’imprenditrice ha raccontato come il rapporto di amicizia con l’ex conduttore di Report sia maturato durante il periodo della sua maggiore esposizione mediatica negli ultimi due anni, quando il giornalista le ha manifestato vicinanza anche attraverso una visita a Pompei. In quel contesto difficile segnato da sospetti e solitudine, il cronista le ha offerto sostegno senza preoccuparsi delle ripercussioni d’immagine: «Sigfrido è mio amico» ha ribadito la donna, aggiungendo: «È venuto fino a Pompei per manifestarmi personalmente la sua solidarietà» e «Sigfrido non mi ha mai chiesto se fosse opportuno essermi amico». Per la quarantatreenne il legame non è legato alla ricerca di visibilità o inviti: «Per me Sigfrido non è soltanto il giornalista coraggioso che milioni di italiani conoscono. È l’uomo che ha saputo offrirmi ascolto, vicinanza e affetto quando ne avevo più bisogno».

Proprio per questa ragione, l’imprenditrice ha annunciato che parteciperà comunque alla presentazione a Napoli: «Domenica 15 novembre sarò al Museo Filangieri di Napoli». Pur precisando di non pretendere un posto riservato — «Non ho bisogno di una poltrona riservata in prima fila. Non perché qualcuno possa decidere di non assegnarmela, ma perché non ho mai misurato il valore delle mie relazioni in base alla distanza dal palcoscenico» —, Maria Rosaria Boccia osserverà con curiosità chi occuperà i posti d’onore e quali criteri di opportunità verranno applicati. Esprimendo rammarico per la mancanza di solidarietà femminile («Da una donna mi sarei aspettata solidarietà, non una porta socchiusa») e chiedendo di non trasformare un’accusa in una condanna sociale («Non chiedo a nessuno di condividere automaticamente la mia ricostruzione. Chiedo soltanto di non trasformare un’accusa in una condanna sociale»), la donna ha chiuso contestando la mentalità della casta: «La casta non è soltanto quella che occupa i palazzi del potere. È anche una mentalità» e «Puoi organizzare la presentazione di un libro contro la casta. Ma non puoi pretendere di combattere la casta comportandoti come se fossi tu a stabilire chi ha diritto di entrare». Rivolgendosi a Sigfrido Ranucci con le parole «Sigfrido mio, domenica sarò lì», ha concluso: «Quando una persona ti è stata accanto nei momenti difficili, il minimo che puoi fare è esserci nei suoi momenti belli» e «Puoi decidere dove sistemare le sedie. Non puoi decidere dove devono stare i sentimenti, la dignità e la lealtà delle persone». La vicenda resta per ora fondata sulle dichiarazioni dell’imprenditrice, in attesa di eventuali repliche da parte di Alessandra Caldoro o conferme ufficiali dell’organizzazione, mentre Sigfrido Ranucci non risulta coinvolto direttamente nello scambio di accuse.

8 Novembre 2026

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