Riflettori puntati sulle scelte coraggiose del cast e sui produttori d’eccezione che hanno lavorato al sound di questa nuova avventura glamour
L’attesa per il debutto mondiale di Il Diavolo Veste Prada 2 si fa sempre più intensa, riportando sotto i riflettori il fascino spietato della moda con protagoniste Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt. Un elemento centrale di questo ritorno è il brano Runway, frutto della collaborazione tra Lady Gaga e Doechii, che si è già imposto come uno dei temi più chiacchierati del progetto cinematografico. La produzione della traccia ha visto il coinvolgimento di nomi illustri del panorama musicale come Bruno Mars, Andrew Watt, Cirkut e D’Mile, con la stessa Lady Gaga che ha partecipato attivamente alla stesura del testo.
Reazioni del pubblico e stile musicale
Il brano si muove su ritmi house pop con influenze degli anni ottanta, richiamando esplicitamente la cultura del voguing e l’atmosfera delle passerelle internazionali. Questa direzione sonora ha però scatenato un acceso dibattito tra i sostenitori delle artiste, dividendo l’opinione pubblica tra chi loda l’unione di talenti così prestigiosi e chi invece percepisce la formula musicale come già sentita. Ulteriori discussioni sui social hanno riguardato la gestione delle parti vocali, poiché alcuni ascoltatori hanno notato una presenza predominante di Doechii, mettendo in discussione l’equilibrio della canzone rispetto alla fama globale di Lady Gaga.
Il tour mondiale e l’estetica del film
Parallelamente alla musica, il lancio della pellicola è accompagnato da una rigorosa campagna estetica che ha già fatto tappa a Città del Messico, Seoul e Tokyo. Il cast ha adottato un codice cromatico preciso, centrato sui colori rosso, nero e bianco, indossando capi firmati da case di moda come Schiaparelli, Dolce&Gabbana, Stella McCartney e Valentino. Se Anne Hathaway ha stupito con scelte stilistiche brillanti e audaci, Meryl Streep è tornata a vestire i panni di una Miranda Priestly glaciale e impeccabile, spesso avvolta in tonalità scarlatte o abiti dal taglio scultoreo che hanno dominato gli eventi promozionali in Giappone e Corea del Sud.
