Joan Collins ha aperto il Festival di Cannes con un’apparizione leggendaria, ma la serata ha riservato molte altre emozioni tra Palme onorarie e sorprese sul red carpet
Joan Collins ha dominato la prima serata della 79ª edizione del Festival di Cannes, trasformando il red carpet della Croisette in un tributo vivente al divismo senza tempo. A 92 anni, l’attrice britannica ha catalizzato ogni sguardo con un abito bianco scenografico, guanti neri e scarpe argentate dal sapore old Hollywood, silenziando con il solo portamento intere generazioni di star più giovani. Il Grand Théâtre Lumière ha aperto così dodici giorni di cinema e mondanità, tra dichiarazioni politiche, applausi e un tappeto rosso che, come sempre, ha raccontato molto più dei film stessi.
La Croisette si inchina alle grandi icone
Il film scelto per inaugurare la manifestazione è stata la commedia francese “La Vénus électrique” di Pierre Salvadori, ambientata nella Parigi degli anni Venti: una selezione tutta transalpina che ha celebrato l’eleganza classica e il peso simbolico di un festival che continua a considerarsi il cuore pulsante del cinema mondiale. Sul tappeto rosso, accanto alla Collins, hanno sfilato altre leggende: Jane Fonda ha optato per un lungo abito scuro tempestato di paillettes, austero e teatrale, mentre Demi Moore ha scelto una silhouette a sirena color champagne, confermando il suo trionfale ritorno sulla scena internazionale. Ad aprire ufficialmente la cerimonia sono state proprio Jane Fonda e Gong Li, affiancate simbolicamente a rappresentare Occidente e Oriente, accomunate dal richiamo universale del grande schermo.
Peter Jackson e la Palma d’oro onoraria
La serata, condotta dall’attrice francese Eye Haïdara, ha saputo alternare leggerezza e impegno civile, con riferimenti espliciti alla guerra a Gaza e al ruolo dell’arte in un mondo segnato da tensioni globali. Il momento più emozionante ha visto protagonista Peter Jackson, premiato con la Palma d’oro onoraria e accolto da una lunga standing ovation. A consegnargli il riconoscimento è stato Elijah Wood, il suo indimenticabile Frodo. Il regista ha ricordato il legame speciale che lo lega a Cannes, festival che contribuì a lanciare “Il Signore degli Anelli” davanti al pubblico internazionale. Sul palco risuonavano le note di “Get Back”, quasi a suggellare un ritorno emotivo oltre che cinematografico.
L’assenza dell’Italia pesa sulla selezione
Mentre la Croisette celebra il suo consueto rituale di glamour e potere culturale, l’assenza dell’Italia dalla selezione principale si fa sentire come una nota stonata. Nessun film tricolore in concorso, nessuna firma italiana nella corsa alla Palma d’oro, in un’edizione che parla molte lingue ma non la nostra. Una lacuna che pesa, in un anno in cui il festival riparte tra stelle, impegno politico e nostalgia del grande cinema.
