Il cantante si confessa sulla parentesi televisiva, la disciplina appresa e le aspirazioni future
Dalla Calabria ai grandi palchi della musica italiana, Raffaele Renda si conferma una delle voci più originali della nuova scena pop e R&B. Nato a Lamezia Terme nel 2000, il cantante ha attraversato un percorso fatto di talent show, momenti complicati e una rinascita artistica che oggi prende forma nel nuovo singolo Slow Whine. A raccontare questo cammino, tra ricordi televisivi e nuovi progetti, è stata un’intervista rilasciata a BollicineVip, in cui l’artista si è aperto senza filtri insieme al suo produttore.

L’esperienza a Amici di Maria De Filippi
Prima di arrivare al talent show di Canale 5, Raffaele si era già fatto notare a Sanremo Young. L’ingresso ad Amici, però, non è stato immediato: il cantante lo aveva inseguito per anni, tentando più volte il provino prima di riuscire a conquistare un posto nella scuola. Quando finalmente ce l’ha fatta, si sentiva pronto, sia dal punto di vista umano che artistico: «Quando è successo, ero cresciuto sia artisticamente sia personalmente, avevo scritto tanti brani e sentivo che era arrivato il momento giusto». Il percorso lo ha portato quasi fino in fondo, sfiorando la finale, ma non senza difficoltà: a mettere alla prova Raffaele non è stata tanto la componente musicale, quanto quella televisiva. Le telecamere sempre accese e la sensazione di essere costantemente osservato hanno rappresentato l’ostacolo più duro da superare, come racconta lui stesso: «Paradossalmente l’aspetto televisivo. Le telecamere, la pressione, l’essere osservato continuamente. Però la musica ha sempre prevalso. Sono arrivato a un passo dalla finale ed è stato comunque un percorso bellissimo». Da quell’esperienza, Raffaele porta con sé soprattutto un insegnamento pratico, quello della disciplina, un valore che gli ha dato sicurezza e la consapevolezza che l’impegno costante porta risultati concreti.
Il momento difficile e la rinascita grazie alla musica
Terminata l’avventura televisiva, per Raffaele è arrivata una fase tutt’altro che semplice. L’artista non nasconde di aver attraversato un periodo complicato, segnato da scelte che hanno rallentato il suo percorso artistico: «Sì, ho vissuto una fase difficile. Scelte che hanno compromesso il mio percorso artistico». Nonostante tutto, Raffaele ha scelto di guardare sempre al lato positivo delle cose, trovando nella musica il proprio punto fermo anche nei momenti più bassi. A dargli una mano concreta sono stati anche i professionisti giusti incrociati lungo la strada, grazie ai quali non ha mai smesso di scrivere, sperimentare e guardare avanti, come ricorda lui: «Anche nei momenti bassi mi è rimasta la musica, che è la cosa che mi ha sempre rialzato e grazie anche ai giusti e validi professionisti del settore che ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada, ho continuato a scrivere, a sperimentare ed a guardare avanti».
Slow Whine, il ritorno dopo cinque anni di silenzio discografico

Oggi il presente di Raffaele si chiama Slow Whine, un brano dancehall che intreccia inglese e dialetto calabrese, uscito da poco dopo ben cinque anni di assenza dalle pubblicazioni musicali. Il cantante lo descrive come un pezzo leggero ed estivo, pensato come ponte verso ciò che arriverà dopo: «Non pubblicavo musica da cinque anni e sentivo il bisogno di tornare con un pezzo leggero, estivo, che facesse da ponte verso quello che verrà dopo». Un ringraziamento speciale va all’etichetta Mind The Musik, che ha creduto nelle sue idee artistiche sostenendolo con confronto quotidiano e professionalità. A guardare con fiducia al futuro dell’artista c’è anche Pierpaolo D’Emilio, editore, produttore discografico e cofondatore di Mind The Musik #MTM, che descrive Raffaele come un musicista completo, preciso e attento ai dettagli, accostandolo per vocalità, scrittura e sensibilità musicale a Marco Mengoni: «Secondo me è un artista di livello molto alto: ha personalità, è preciso, cura i dettagli, lavora tantissimo ed è un musicista completo. Se devo avvicinarlo a qualcuno nel mio immaginario, penso a Marco Mengoni: stessa grande vocalità, capacità di scrittura e sensibilità musicale. È un ragazzo che merita davvero tanto e sono quasi certo che riuscirà a brillare nei suoi intenti artistici». Guardando alla direzione futura del suo suono, Raffaele conferma la volontà di restare fedele all’R&B e al pop internazionale, portando quel sound in lingua italiana con pubblicazioni continuative.
Sanremo, gli affetti veri e i sogni di duetto
Dopo aver già calcato l’Ariston con Sanremo Young, per Raffaele tornare sul palco più famoso d’Italia da Big resta un obiettivo dichiarato: «Assolutamente sì. Sanremo è un sogno e un obiettivo di vita. Non sto cercando ossessivamente il pezzo giusto, sto cercando di farmi trovare pronto quando arriverà. Deve succedere, prima o poi». A tenerlo con i piedi per terra, in un mestiere che può facilmente far perdere l’orientamento, ci pensano gli affetti più stretti: la famiglia, gli amici e il team di Mind The Musik, sempre pronti a riportarlo alle cose autentiche. Chiudendo con uno sguardo sui sogni musicali, Raffaele indica in Sissi una collaborazione sentita come affine per vibe artistica, mentre per un duetto ad alta quota il nome che sceglie è quello di Sean Paul, visto di recente in concerto e
