Torino ridefinisce la sicurezza: il valore della cura

Giornate della legalità ph press

Nomi illustri da Zagrebelsky a Gabrielli ed Elsa Fornero per riflettere sul senso della pena e sulle politiche di sicurezza urbana a Torino

Nel capoluogo piemontese la sicurezza smette di essere sinonimo di difesa ed esclusione per trasformarsi in un impegno solidale verso la collettività e le sue vulnerabilità. Prende vita con questo cambio di prospettiva la quarta edizione delle Giornate della Legalità – Spazi aperti in luoghi chiusi, in programma a Torino dall’8 all’11 ottobre 2026. L’iniziativa propone una riflessione profonda sul concetto di legalità inteso come legame sociale e premura condivisa, superando la logica della trincea o della chiusura. La rassegna giunge al via forte di un riconoscimento prestigioso: il conferimento della Medaglia del Presidente della Repubblica, assegnata dal Capo dello Stato quale premio di rappresentanza per l’alto valore civile e culturale della manifestazione. Il calendario presenta numeri imponenti, con oltre 45 eventi in quattro giorni e la partecipazione di più di 80 protagonisti pronti ad accedere e dare vita a sedi spesso interdette alla vita pubblica, tra cui carceri, tribunali, caserme militari e di polizia, complessi universitari, uffici tributari ed edifici istituzionali.

A delineare il quadro teorico della manifestazione è Valeria Marcenò, curatrice scientifica dell’evento e direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, con il coordinamento scientifico e organizzativo guidato da Lucilla G. Moliterno di Biennale Democrazia. Nel descrivere il senso del progetto per il 2026, Marcenò ha osservato: «Quest’anno il punto di osservazione sarà la cura. Dopo aver affrontato il tema delle regole e dell’importanza del loro rispetto (A che cosa serve?), aver legato il diritto e le regole alle emozioni (D(i)ritto al cuore) e aver demolito gli stereotipi tipici della legalità (Contro i luoghi comuni), guardiamo ora alla legalità come al prendersi cura della società di cui si è parte. Prendersi cura non è una parola “femminile”. È una parola sociale, che consente di guardare alla società da una prospettiva diversa. Mi piace dire che, nel contesto in cui viviamo, può diventare una parola eversiva: significa accogliere l’idea che le fragilità e le vulnerabilità di una società non sono rischi da neutralizzare, ma condizioni ontologicamente presenti nella nostra esistenza. Anche per questo si sposa bene come contrapposizione alla retorica attuale sulla sicurezza».

Una visione ribadita dall’assessore alla Legalità della Città di Torino, Marco Porcedda: «Parlare di sicurezza significa troppo spesso parlare di paura e di difesa; questa edizione propone invece di guardare alla legalità come a una responsabilità reciproca, che si costruisce nelle relazioni, nel rispetto delle regole e nell’attenzione verso chi è più fragile. Aprire tribunali, caserme, carceri e uffici pubblici alla cittadinanza significa dire che le istituzioni non sono un mondo separato: sono un bene comune di cui tutte e tutti possiamo prenderci cura». L’importanza strategica dell’appuntamento è stata sottolineata anche dalla vicesindaca Michela Favaro: «All’inizio del mandato, per dare forma alla delega alla Legalità, abbiamo fortemente voluto le “Giornate della Legalità”. L’onorificenza con cui il Capo dello Stato ha voluto onorare la Città di Torino e la manifestazione è per noi motivo di grande orgoglio e, allo stesso tempo, uno stimolo a proseguire l’impegno in tutti i campi su questi temi. È questo il senso di iniziative come questa: trasformare la legalità da principio astratto in una pratica quotidiana e collettiva».

Gli incontri inaugurali e le tre direttrici tematiche del festival

L’inizio ufficiale delle attività è fissato per la mattinata di giovedì 8 ottobre 2026 con una doppia sessione di apertura. Alle 10 l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia accoglierà le delegazioni degli istituti superiori per la tappa di Legalità Futura intitolata «Le parole non sono pietre», incentrata sul valore del linguaggio pubblico. Il confronto vedrà protagonisti il fondatore di Libera Luigi Ciotti e la direttrice del Salone Internazionale del Libro Annalena Benini, con il coordinamento di Tiziana Francesca Vaccaro e gli interventi del sindaco Stefano Lo Russo, di Valeria Marcenò, del procuratore generale Lucia Musti e della presidente della Corte d’Appello Alessandra Bassi. Alle 17.30 i lavori si sposteranno all’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi per l’inaugurazione alla cittadinanza: lo storico del diritto Pietro Costa pronuncerà la lectio magistrale «Democrazia e cura», introdotta da Marcenò e preceduta dall’indirizzo di saluto della rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, alla presenza di assessori e sostenitori.

Il cartellone si articola su tre direttrici di fondo: l’universo penitenziario e il significato rieducativo della pena, la sicurezza intesa come questione sociale e il nesso tra memoria storica, linguaggio e diritti civili. Tra i momenti di maggiore rilievo si segnalano la riflessione del presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelsky presso l’Agenzia delle Entrate e l’incontro «Prendersi cura del carcere», tenuto dal giudice della Corte costituzionale Francesco Viganò direttamente ai reclusi della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno. La tematica carceraria sarà approfondita anche nel dibattito «Rivoluzionare la pena» con la garante dei detenuti di Torino Diletta Berardinelli, Antonio Genovese e Luigi Pagano, storico direttore penitenziario e garante per Milano.

La riflessione economica e sociale troverà voce nel dibattito «Per una sicurezza sociale», con l’economista Elsa Fornero e Pier Luigi Sacco, in collegamento con la candidatura di Torino 2033 – Capitale Europea della Cultura. La storica Anna Foa si confronterà con le scrittrici Elena Loewenthal e Igiaba Scego nella tavola rotonda «Non dare nulla per scontato», mentre il dialogo «Contro la paura» vedrà a confronto l’inviato del quotidiano Repubblica Carlo Bonini e l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli. Il programma include inoltre l’approfondimento «Curare l’adolescenza» con lo scrittore Christian Raimo e la psicoterapeuta Maria Serena Schiva, la sessione su scienza e tecnologia «Alleati digitali. La nostra IA personale» con l’ex rettore Guido Saracco, il focus sulla giustizia riparativa «La riparazione. Donne che rammendano il mondo» di Marcella Filippa e la discussione filosofica «Per la libertà di tutti» con Tommaso Greco e Alessio Lo Giudice.

La città si apre tra libri, nuove generazioni e luoghi simbolo

La manifestazione instaurerà un dialogo capillare con il tessuto urbano grazie alla sinergia con Portici di Carta attraverso lo spazio dei Portici della Legalità. Le arcate torinesi ospiteranno le presentazioni editoriali di autori quali Marianna Aprile con «La promessa», Simonetta Sciandivasci e Alessandro Trocino con «Oriana Fallaci. Punto e basta», Luigi Pagano con «Il direttore. Quarant’anni di lavoro in carcere» e Valeria Verdolini con «Abolire l’impossibile». Troveranno spazio anche la mostra «Il carcere all’aperto», il Bibliobus della Biblioteca della Legalità BILL e varie attività a cura di Iveco Group. In proposito l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia ha commentato: «Anche quest’anno la cultura si conferma strumento di crescita civile e democratica, aprendo spazi di confronto e di libertà e rafforzando il senso di comunità. Con Portici della Legalità, realizzati in concomitanza con Portici di Carta, la riflessione sulla legalità arriva in piazza, tra i libri e le persone, restituendole la sua dimensione più autentica: quella di un bene comune che appartiene a tutte e tutti e che ognuno di noi è chiamato a custodire e a praticare».

BIBLIOBUS PORTICI Giornate della legalità PH ELISA GIULIANO
BIBLIOBUS PORTICI Giornate della legalità PH ELISA GIULIANO

Un asse fondamentale è dedicato ai più giovani: venerdì 9 ottobre dalle 17, tra Piazza Palazzo di Città e Palazzo Civico, partirà il progetto «La prima volta – Un anno di incontri, percorsi ed eventi fino al tuo primo voto», promosso dall’amministrazione con Biennale Democrazia e supportato da Fondazione Compagnia di San Paolo e dal bando «Feste del Primo Voto». L’appuntamento «La Prima Volta a Palazzo», coordinato da Fondazione Club Silencio ETS, proporrà ai neo-maggiorenni visite in Sala Rossa, momenti musicali, laboratori e giochi civici, preceduti dal confronto «Siamo tutti politici» tra la giornalista Marianna Aprile e la filosofa Giorgia Serughetti. La dimensione della pubblica amministrazione sarà invece curata nell’ambito della quarta «Giornata della Trasparenza – Una cura per la pubblica amministrazione», in raccordo con la segretaria generale dell’ente.

Le proposte dedicate a famiglie e studenti all’interno di Legalità Futura (sezione del cartellone Torino Futura – Generazione di cultura) comprendono l’accesso ai laboratori anticontraffazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’approfondimento su etica d’impresa «Il gusto per la cura» con il Consorzio Tutela dell’Asti DOCG, i percorsi di educazione fiscale dell’Agenzia delle Entrate con «Una società si-cura, il nostro con-tributo», le visite alla Guardia di Finanza per i più piccoli e le esercitazioni di primo intervento con i Vigili del Fuoco. La mappa dei luoghi aperti per l’occasione comprende la Curia Maxima, Palazzo Bruno Caccia, la Fondazione Fulvio Croce dell’avvocatura, la Corte dei Conti, i comandi di Carabinieri, Esercito, Polizia a Cavallo e Scientifica, fino all’impianto tecnologico The Heat Garden – Sistema di accumulo San Salvario, teatro dell’incontro «Respiriamo, dunque viviamo» promosso dal Gruppo Iren con Eleonora Bechis e Cristina Poncibò. La finanza responsabile sarà al centro dell’appuntamento «La finanza che ci riguarda» con Banca Etica e Valori.it, mentre lo Studio Legale Jacobacci e Associati proporrà il modulo «Curare la società con arte».

Il terzo settore sarà protagonista nella rassegna Legalità IN+ con i progetti vincitori del Bando Bruno Caccia, che coinvolgono Aics Torino, Asai, Almateatro, Libera Piemonte, Un sogno per tutti, Anima Giovane Scis, Orme aps, Invasioni Creative, Casa di Carità Arti e Mestieri, Enchiridion, Familis e Hòferlab, oltre ai contributi di Fondazione Mamre e Iveco Group. La manifestazione si chiuderà sabato 10 ottobre allo spazio OFF TOPIC con «Una serata si-cura», realizzata insieme al festival La Guerra del Mondo, che proporrà la pièce teatrale «Il Corpo della donna», lo spettacolo di stand-up comedy di Monir Ghassem e selezioni musicali dancefloor. L’evento è un progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino, sostenuto da Fondazione CRT e Camera di commercio di Torino, con gli sponsor Gruppo Iren, Nova Coop, Studio Legale Jacobacci e Associati, Consorzio Tutela dell’Asti DOCG, Banca Etica, e con il patrocinio dell’Università di Torino e del Dipartimento di Giurisprudenza. Il programma integrale e i relativi aggiornamenti sono consultabili sulla piattaforma www.giornatedellalegalita.it e sul canale Instagram @giornate_della_legalita.

2 Ottobre 2026

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