Da Harvard al mondo: l’origine di una rete senza confini

screen Zuckerberg. facebook ph press

Una stanza universitaria e un progetto che cambiò tutto

Tra le mura del campus di Harvard, Mark Zuckerberg si ritirò nella propria camera e trasformò un’intuizione personale in un’idea capace di incidere sulla storia digitale. Insieme ad alcuni compagni di studi, diede impulso a TheFacebook, uno spazio online lineare e intuitivo, creato per collegare studenti universitari, facilitare la condivisione di immagini, gusti e dati personali. Quella architettura essenziale conteneva però una visione enorme, pronta a ridefinire le relazioni sociali e le abitudini quotidiane di miliardi di persone nel mondo.

Dopo ventidue anni, Mark Zuckerberg ha scelto di rievocare quell’inizio pubblicando una delle primissime schermate della piattaforma. L’immagine colpisce chi oggi naviga tra contenuti digitali con gesti automatici e continui. All’epoca, TheFacebook funzionava come un annuario digitale moderno, un esperimento sociale nato dopo Facemash, il progetto precedente che aveva generato discussioni per l’utilizzo non autorizzato di fotografie e aveva portato Mark Zuckerberg a presentare scuse pubbliche e dirette.

Programmazione, rock e notti infinite di lavoro creativo

La quotidianità universitaria di quel periodo univa entusiasmo, ambizione e cultura musicale. Le sessioni di sviluppo si allungavano fino a notte fonda, accompagnate dalle playlist di Linkin Park, Audioslave e Trapt, mentre un gruppo di giovani coltivava un’idea che sembrava limitata ma cresceva costantemente. Nessuno prevedeva un futuro globale, eppure ogni riga di codice rafforzava un progetto destinato a espandersi rapidamente.

In poche settimane, TheFacebook attirò migliaia di studenti di Harvard, poi raggiunse altre università degli Stati Uniti e infine superò l’ambito accademico. La piattaforma introdusse un linguaggio sociale completamente nuovo, immediato e personale, capace di trasformare amicizia, informazione e collaborazione professionale. Ogni nuovo profilo contribuiva a far crescere una rete sempre più ampia e influente.

Da Facebook a Meta, un ecosistema in continua evoluzione

Con il trascorrere degli anni, il progetto cambiò nome e identità: TheFacebook divenne Facebook e si affermò come simbolo della connessione globale. La piattaforma iniziò a incidere su politica, economia e percezione della privacy, mentre l’universo digitale si ampliava includendo Messenger, Instagram, WhatsApp e Threads. Oggi Meta investe nel metaverso e nell’intelligenza artificiale e rafforza un sistema tecnologico ed economico in costante crescita.

Nonostante l’espansione continua, la schermata del 2004 conserva un valore simbolico fortissimo. Racconta un sogno giovane, concreto e determinato, nato tra le stanze universitarie e alimentato da amicizie e visioni condivise. Ventidue anni dopo, osservare quell’immagine significa avvertire ancora la forza di un singolo click, un gesto semplice ma infinito, che continua a vivere in ogni profilo, in ogni like e in ogni storia condivisa, come una promessa di connessione destinata a non esaurirsi.

A cura di Martina Marchioro

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6 Febbraio 2026

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