L’autenticità come forza per affrontare nuove sfide
In questa intervista abbiamo il piacere di conoscere Enxhi Dervishi, un giovane personal trainer che ha deciso di mettersi in gioco in un mondo completamente nuovo: quello della moda. Con energia, curiosità e una determinazione fuori dal comune, Enxhi è pronto a vivere la sua prima avventura come fotomodello. Nonostante sia ancora all’inizio del suo percorso, il suo entusiasmo è contagioso. Ci parla delle sue passioni, delle sue ambizioni e del valore che dà all’autenticità, nella vita come davanti all’obiettivo.
Enxhi, cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
Vedo la carriera da fotomodello come un’opportunità stimolante, piena di sfide e possibilità. Mi affascina l’idea di entrare in un ambiente creativo e dinamico, dove ogni progetto è diverso, ogni team ha una propria identità, e bisogna sapersi adattare continuamente. Questo mi spinge a uscire dalla mia zona di comfort, a migliorarmi e, soprattutto, a imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Sono affascinato dal potere di un’immagine: il modo in cui un fotografo riesce a catturare un’emozione e raccontare qualcosa che va oltre l’apparenza.
Qual è stata la tua prima esperienza nel mondo della moda?
Per il momento non ho ancora vissuto esperienze dirette, ma sento di avere tutte le carte in regola per iniziare. Mi sto preparando al meglio e sono convinto che presto arriveranno le occasioni giuste.
Cosa ti attrae di più di questa professione? E cosa invece trovi più impegnativo?
Mi intriga la possibilità di interpretare stili, ruoli ed emozioni diverse davanti all’obiettivo. Poter comunicare qualcosa senza parlare, solo con il corpo e lo sguardo, è qualcosa che trovo molto potente. Allo stesso tempo, sono consapevole che si tratta di un lavoro impegnativo, fatto di orari flessibili, trasferte, attese. Ma se c’è motivazione, tutto questo diventa parte del gioco, non un ostacolo.
Come hai scelto l’agenzia con cui collaborare?
In realtà è stato tutto abbastanza spontaneo. Ho scoperto l’agenzia tramite i social, mi ha incuriosito e ho deciso di fare un primo colloquio in sede a Roma. Ho avuto un buon feeling con la direttrice e da lì è iniziato tutto.
Quali sono i tuoi obiettivi, a breve e lungo termine?
Da personal trainer sono abituato a lavorare per obiettivi, quindi anche in questo nuovo campo voglio puntare in alto. All’inizio spero di collaborare con brand emergenti, per fare esperienza, ma il mio sogno è quello di arrivare a sfilare per grandi maison. Mi piace l’idea di crescere passo dopo passo, costruendo qualcosa di solido e autentico.
Come ti prepari fisicamente e mentalmente per un casting o uno shooting?
Fisicamente sono già abituato a prendermi cura del mio corpo: mi alleno da oltre dieci anni, e il mio lavoro in palestra è parte della mia routine quotidiana. Mentalmente cerco di rimanere il più naturale possibile. Non amo forzarmi o indossare maschere: credo che l’autenticità sia la chiave. Non soffro particolarmente di ansia, cerco sempre di affrontare le situazioni con tranquillità e fiducia.
Hai un modello di riferimento o qualcuno a cui ti ispiri?
Non ho un’icona specifica nel mondo della moda. Preferisco concentrarmi su me stesso, su ciò che posso migliorare giorno dopo giorno. A livello artistico, però, ho sempre amato Mango e Pino Daniele: la loro musica mi ha trasmesso emozioni autentiche, e questo è qualcosa che cerco anche nella mia espressione personale. Il panorama attuale lo trovo ascoltabile, ma raramente riesce a toccarmi davvero.
Quanto contano i social media nel tuo percorso?
Credo che oggi i social siano uno strumento fondamentale, sia nel mio lavoro da trainer che in quello, nascente, nel mondo della moda. Voglio imparare a usarli meglio, a curare la mia immagine e a trasmettere in modo coerente chi sono. È un canale diretto, immediato, che può aprire tante porte.
Come reagisci alle critiche e alla pressione legata all’immagine?
Anche se non ho ancora ricevuto critiche dirette in questo settore, penso che il feedback, anche quello più severo, sia un’opportunità per crescere. L’importante è non prenderla sul personale, ma usare le critiche come stimolo per migliorarsi, senza perdere la propria identità.
Cosa ti auguri per questo nuovo inizio?
Mi auguro di riuscire a costruire un percorso che sia davvero mio. Non perfetto, non facile, ma autentico. Voglio restare fedele a chi sono, imparare da ogni passo e, chissà, magari un giorno guardarmi indietro e dire: “Ne è valsa la pena.”
In un’epoca in cui l’immagine sembra contare più di tutto, incontrare qualcuno come Enxhi Dervishi è una ventata d’aria fresca. Con i piedi ben piantati a terra e lo sguardo rivolto al futuro, affronta questa nuova avventura con umiltà, energia e una forte consapevolezza di sé. Il suo percorso è solo all’inizio, ma già lascia intravedere una direzione chiara: quella di chi non ha paura di ricominciare, di mettersi in gioco e di costruire la propria strada un passo alla volta, senza maschere e senza scorciatoie. In un mondo che spesso corre troppo in fretta, la sua autenticità potrebbe essere proprio ciò che fa la differenza.
A cura di Mario Altomura
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