Il gaslighting è una forma di violenza psicologica nella quale alla vittima vengono presentate false informazioni, con l’intento di farla dubitare della sua stessa percezione e della sua stessa memoria. Può manifestarsi anche come negazione di fatti realmente accaduti, come spesso accade negli episodi di violenza.
Il gaslighting è una forma di abuso molto più comune di quanto si possa pensare. Si verifica ogni volta che qualcuno mente, negando l’evidenza dei fatti ed imponendo una realtà alternativa, modificata a suo piacimento e tornaconto.
Ciò che colpisce è che nella stragrande maggioranza dei casi la vittima e il gaslighter sono partner o parenti stretti.
In numerosi casi, il comportamento di gaslighting è adottato dal coniuge abusante per punire o allontanare l’altro. La finalità sembrerebbe essere quella di togliere all’avversario la padronanza, la fiducia e la sicurezza di sé, l’autonomia dell’Io e, nei casi più estremi, la capacità di intendere e di volere. Questo meccanismo porterebbe il gaslighter a convincersi di poter continuare ad avere potere su qualcuno, accrescendo la sua autostima.
Dott.ssa Michela Mignano
Psicomotricista funzionale
Pedagogista clinico
Dott.ssa in Psicologia comportamentale cognitiva applicata

