Con Meryl Streep e Anne Hathaway, la moda torna sul grande schermo
È bastata una manciata di secondi, un video lanciato con discrezione ma sapientemente dosato sui canali ufficiali della 20th Century Studios, per incendiare il cuore cinefilo di mezzo mondo: “Il Diavolo veste Prada 2” è ufficialmente entrato in lavorazione, e con lui torna un cast che ha segnato un’epoca, capitanato da Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. La notizia, attesa e temuta in egual misura, è diventata finalmente realtà, accolta come un ritorno regale.
Produzione e data d’uscita

Le riprese sono iniziate il 30 giugno in location ancora top secret, ma la macchina produttiva si è messa in moto con il passo sicuro delle grandi occasioni. Il sequel del film del 2006, che incassò oltre 326 milioni di dollari e si è guadagnato un posto d’onore nel pantheon del costume pop, debutterà in sala il primo maggio 2026. Dietro la sceneggiatura c’è di nuovo Aline Brosh McKenna, autrice del copione originale, che promette una narrazione in perfetto equilibrio tra nostalgia e feroce attualità.
In questo secondo capitolo, Miranda Priestly si ritroverà a fronteggiare un mondo editoriale che non le somiglia più, ostile, caotico, dominato da logiche social e algoritmi, ben lontano dal rigore glaciale e verticale che la signora di “Runway” aveva saputo imporre. Ma non è sola. Al centro della storia spicca un inatteso ribaltamento di potere: Emily Charlton, l’ex assistente impacciata e mordace, oggi è a capo di un colosso del lusso e potrebbe diventare l’inaspettata ancora di salvezza per la stessa rivista che un tempo la umiliava. Intorno a loro, nuove dinamiche, nuove rivalità, nuovi inganni.
Nuovi volti e ritorni eccellenti
Tra le new entry si segnalano nomi densi di fascino e ambiguità come Kenneth Branagh, Simone Ashley, Lucy Liu e Justin Theroux. Il ritorno di Tracie Thoms e Tibor Feldman ricompone parte della costellazione originaria, mentre il personaggio di Nate, il compagno pasticcione e divisivo interpretato da Adrien Grenier, resta fuori scena, a quanto pare definitivamente.

Nulla è casuale in questo ritorno, tanto meno la tempistica. Nel pieno di un’epoca in cui la moda ridefinisce se stessa attraverso lentezze riflessive e brusche accelerazioni digitali, Miranda Priestly torna a interrogare il pubblico con la sua voce tagliente e silenziosa, ricordandoci che l’eleganza non ha mai urlato. Ciò che accadrà, nessuno lo sa davvero. Ma se la vendetta ha un odore, sarà senz’altro Chanel n°5.
A cura di Katya Malagnini
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