La fine di un incubo? Rocco contrattacca e porta prove in tribunale

Rocco Siffredi ph IG

Il celebre produttore Rocco Siffredi ha deciso di agire legalmente contro chi lo ha accusato pubblicamente, depositando un imponente archivio di prove per dimostrare la sua versione dei fatti

Una nuova battaglia legale vede coinvolto Rocco Siffredi, il quale ha deciso di esporre la propria versione dei fatti alla magistratura per chiudere un capitolo controverso che ha interessato il mondo dell’hard. L’attore e produttore abruzzese ha sporto una querela per diffamazione presso la Procura di Milano indirizzata a ventuno persone. Tra i soggetti citati figurano sedici pornoattrici e due autori del programma Le Iene, che nel corso del 2025 aveva trasmesso un’inchiesta basata su racconti di presunte pressioni subite sul set. Siffredi respinge ogni addebito, giudicando tali testimonianze non corrispondenti al vero.

Il dossier difensivo presentato alla Procura di Milano

L’avvocata Rossella Gallo assiste l’attore in questa fase, durante la quale è stato consegnato un imponente dossier di circa duecento pagine unitamente a un archivio digitale. La documentazione include il girato integrale di alcune produzioni e le video liberatorie sottoscritte prima e dopo le scene, elementi che secondo la difesa confermano la volontà delle partecipanti. L’azione legale mira a identificare anche tre persone che avevano parlato in televisione coprendo la propria identità.

La strategia basata sulla mancanza di denunce penali

Il punto cardine sostenuto dai legali riguarda l’assenza di denunce penali formali da parte delle accusatrici prima delle apparizioni video. Secondo Siffredi, si tratterebbe di una campagna diffamatoria orchestrata per ledere la sua reputazione. A sostegno della sua integrità professionale, l’attore richiama le possibili testimonianze di cameraman, tecnici e membri delle troupe che hanno condiviso il lavoro con lui negli anni, pronti a confermare il regolare svolgimento delle attività sui set.

L’impatto sulla vita privata e il ruolo della magistratura

Il coinvolgimento in questa vicenda ha avuto un pesante costo umano per l’attore, il quale ha ammesso di aver vissuto mesi di forte pressione mediatica con ripercussioni dirette sulla propria famiglia. Pur in un contesto di grande tensione, egli conferma la propria fiducia nella magistratura milanese, chiamata ora a valutare il materiale raccolto. Sarà compito della legge stabilire se i fatti narrati rappresentino una denuncia legittima o una manovra di diffamazione contro una delle figure più note dell’industria cinematografica internazionale, affidando al tempo il compito di restituire l’unica verità possibile.

A cura della redazione

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15 Aprile 2026

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