Il ricordo che punge
Nel corso di una conversazione sincera al podcast “On Film… with Kevin McCarthy”, Macaulay Culkin ha riportato alla luce un episodio che per anni aveva preferito non affrontare. Non riguarda la fama vertiginosa ottenuta con Mamma ho perso l’aereo, ma un momento vissuto sul set di My Girl che continua a farlo rabbrividire dopo più di tre decenni.
Dietro le quinte di una scena diventata leggenda
L’attore ha spiegato come venne realizzata la famosa scena della morte causata dalle api. Un momento cinematografico entrato nella memoria collettiva. All’epoca Culkin aveva appena dieci anni e nessuno gli aveva anticipato quanto sarebbe stato destabilizzante ritrovarsi circondato da api in carne e ossa, senza alcun artificio digitale. Per attirarle, gli veniva cosparsa sulle mani una sostanza profumata, un espediente che oggi – sottolinea – sarebbe ritenuto inaccettabile per un bambino sul set.
Un turbine di insetti e un bambino che non poteva fermarsi
Il ricordo più vivido riguarda l’attimo in cui l’addestratore liberava migliaia di api dalle cassette, lasciandole volteggiare inquietantemente attorno al giovane attore. A Culkin veniva chiesto di mantenere la calma, muovendo braccia e corpo in modo naturale, mentre il ronzio delle ali sembrava soffocare qualsiasi pensiero.

Tra una ripresa e l’altra, gli era imposto di correre verso il bosco dopo aver lavato le mani con acqua calda per eliminare l’odore che attirava gli insetti. Gli ripetevano che un essere umano è più veloce di un’ape, ma lui ammette che, in quel momento, non si sentiva affatto capace di battere quelle piccole ombre gialle.
Brenda Song: “L’infanzia di una star non è mai semplice”
La compagna dell’attore, Brenda Song, ha commentato quanto sia fragile l’esperienza di chi cresce sotto i riflettori. Le pressioni del lavoro, unite a situazioni come quella vissuta da Culkin, possono lasciare segni profondi che riaffiorano con il passare degli anni. Anche dietro scene che il pubblico considera emozionanti o poetiche, si nascondono spesso realtà molto più dure e complesse.
Un passato che continua a ronzare nella mente dell’attore
Il racconto di Macaulay Culkin getta una nuova luce su una scena che milioni di spettatori ricordano con commozione. Oltre alla finzione cinematografica, c’era un bambino che cercava di essere professionale mentre affrontava una paura autentica.
Ed è forse proprio questa verità a rendere oggi il suo ricordo così potente: a distanza di trentquattro anni, quel ronzio sembra non aver mai smesso di inseguirlo, come un’eco lontana che continua a bussare nella sua memoria.
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