Un ritmo monotono interrotto dal carisma di Achille Lauro e Fausto Leali
L’attuale edizione del Festival di Sanremo sembra faticare nel trovare il proprio baricentro, segnata da una piatta continuità che pervade l’intero evento. Più che una celebrazione della musica, la kermesse appare come una sequenza meccanica di passaggi programmati, dove il rigore dei tempi tecnici sembra soffocare l’emozione attesa dal pubblico. Nonostante il legame personale tra i due conduttori, la loro intesa sul palco dell’Ariston non riesce a trasmettere il giusto feeling attraverso lo schermo. A scuotere la seconda serata è stato l’intervento di Achille Lauro, apparso in un candido completo firmato Dolce & Gabbana, impreziosito da un fiocco e una collana di pietre rosa. La sua presenza, descritta come imperiale e autentica, ha offerto un momento di vero spettacolo in un clima altrimenti spento, culminato verso la mezzanotte con la consegna del Premio alla Carriera all’immenso Fausto Leali.
L’eleganza protagonista tra alta moda e interpretazioni canore
Dal punto di vista musicale, le tracce in gara faticano a colpire nel segno, manifestando una diffusa carenza emotiva che impedisce ai brani di restare impressi. Tra le varie esecuzioni, spicca tuttavia “Male Necessario”, firmata da Marco Masini e Fedez, indicata come la proposta più convincente della serata. Se la musica ha faticato a dominare, lo stile ha certamente brillato: Laura Pausini ha incantato la platea inizialmente con una giacca nera arricchita da ricami dorati e pietre a rilievo. Successivamente, per il duetto con Achille Lauro sulle note di “16 Marzo”, ha optato per un completo di Giorgio Armani composto da camicia bianca, cinturone e pantaloni fluidi, per poi chiudere in Emporio Armani con un long-coat in velluto. Anche le altre icone non sono state da meno: Patty Pravo ha inaugurato le performance in un sontuoso abito rosso di Simone Folco cantando la sua “Opera”, mentre Levante ha scelto un vestito acquamarina di Armani per presentare “Sei tu”. La co-conduttrice Pilar Fogliati ha alternato un monospalla lucido di Armani Privé, un ricercato pizzo nero di Roberto Cavalli e un monumentale abito bianco e nero creato da Giuseppe Di Morabito, caratterizzato da perle e piume.
Il verdetto della giuria e il malcontento del pubblico in sala
Il tentativo di vivacizzare l’atmosfera è stato affidato a Lillo, protagonista di un ingresso danzante, e alle imitazioni di Vincenzo De Lucia, tornato nei panni della Pausini, sebbene il ritmo generale sia rimasto incerto. La gara ha visto l’esibizione di quindici artisti, valutati dal Televoto e dalla Giuria delle Radio: “Resta con me” delle Bambole di Pezza, “Ti penso sempre” di Chiello, “Ai ai” di Dargen D’Amico, “Che fastidio!” di Ditonellapiaga, “Voilà” di Elettra Lamborghini, “Ogni volta che non so volare” di Enrico Nigiotti, “Stella Stellina” di Ermal Meta, “Male necessario” di Fedez con Marco Masini, “Stupida sfortuna” di Fulminacci, “Italia starter pack” di J-Ax, “Poesie clandestine” di LDA e Aka7even, “Sei tu” di Levante, “Prima che” di Nayt, “Opera” di Patty Pravo e “I romantici” di Tommaso Paradiso. Al termine delle votazioni, i primi cinque nomi annunciati in ordine casuale sono stati Tommaso Paradiso, LDA e Aka7even, Nayt, Fedez con Marco Masini ed Ermal Meta. Tuttavia, la serata si è conclusa con un evidente malcontento della platea, un brusio che testimonia come questa edizione sia ancora alla ricerca di un’anima profonda oltre l’impeccabile estetica.
A cura della redazione
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