May el-Toukhy e l’attrice Mathilde Arcel dominano la cerimonia conclusiva con una storia intensa incentrata su memoria, colpa e identità
Si conclude la kermesse cinematografica di Venezia nel segno dello sguardo femminile e della sensibilità d’autore. La cerimonia conclusiva della Mostra del Cinema ha visto l’assegnazione del prestigioso Leone d’Oro alla cineasta danese di origini egiziane May el-Toukhy per l’opera Woman Unknown, capace di conquistare la giuria guidata da Maggie Gyllenhaal per l’intensità della narrazione e la complessità psicologica delle figure rappresentate. A rendere ancora più rilevante questo trionfo è il contestuale conferimento della Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Mathilde Arcel, attrice protagonista della pellicola. Il film ottiene due importanti riconoscimenti raccontando la vicenda di una donna alle prese con i segni di un passato doloroso che continua a riemergere, toccando nodi come l’identità, la memoria, il senso di colpa e il desiderio di ricominciare. Per May el-Toukhy la vittoria assume un valore storico per il festival, trattandosi dell’ottava volta in cui il massimo premio viene conquistato da una regista donna.
I riconoscimenti del palmarès e le interpretazioni al Lido
I verdetti del Lido non hanno esaurito la loro attenzione sul talento delle donne, premiando nomi di primo piano del panorama internazionale. Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato a Possible Love del cineasta sudcoreano Lee Chang-dong, mentre il premio per la miglior regia è stato attribuito a Ilya Khrzhanovsky per Dau. Per quanto riguarda le interpretazioni maschili, la Coppa Volpi ha premiato John Malkovich per Wild Horse Nine di Martin McDonagh, confermando l’impatto delle grandi personalità del cinema sul palcoscenico lagunare. Il premio per la miglior sceneggiatura è stato invece assegnato a Stéphane Brizé, Coralie Amedeo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat, mentre a Malou Khebizi è stato conferito il Premio Marcello Mastroianni.
L’impegno di Naza e i tributi alla carriera
Un rilievo particolare ha caratterizzato il Premio Speciale della Giuria, attribuito a Naza, il documentario realizzato da Yuval Abraham e Rachel Szor incentrato sull’impiego dell’intelligenza artificiale nelle operazioni militari a Gaza, portando sullo schermo uno dei temi più drammatici e dibattuti del presente. Ad arricchire ulteriormente l’edizione sono stati i Leoni d’Oro alla carriera consegnati a George Clooney ed Ellen Burstyn, due interpreti di generazioni diverse capaci di lasciare un segno indelebile nella storia cinematografica. La rassegna di Venezia si congeda così dal pubblico attraverso opere d’autore e questioni contemporanee, consegnando l’immagine indelebile di due donne, una dietro la cinepresa e una davanti all’obiettivo, accomunate sul gradino più alto del palmarès. Un epilogo che celebra il talento femminile senza retorica e affida a Woman Unknown il compito di chiudere la Mostra con un successo fondato sulla potenza di storie raccontate con profonda umanità.
