La trasmissione simbolo di Canale 5 al centro di una fase di riorganizzazione che sorprende i telespettatori italiani
Dopo trentotto anni ininterrotti, il celebre tg satirico ideato da Antonio Ricci saluta definitivamente il pubblico, scomparendo non solo dalla programmazione televisiva ma pure dai canali digitali. La decisione di Mediaset, che ufficializza un cambio d’epoca per la televisione italiana, va ben oltre l’eliminazione del programma dai palinsesti di Canale 5 confermata nelle ultime settimane. A suggellare il tramonto di questo appuntamento quotidiano — capace per quasi quattro decenni di raccontare il Paese fondendo inchiesta, comicità e spettacolo — è arrivato il blocco improvviso delle piattaforme social, che fino a questo momento avevano continuato a proporre filmati storici e materiale d’archivio. Questo stop alle attività online cancella qualsiasi ipotesi di un futuro ritorno sul piccolo schermo.
La concorrenza in access prime time e le trasformazioni del cast
Negli ultimi tempi, la trasmissione ideata da Ricci ha sofferto una competizione sempre più agguerrita nella fascia serale dell’access prime time. Il grande successo di Affari Tuoi, guidato dalla conduzione di Stefano De Martino, ha ridefinito gli equilibri dell’ascolto, mentre Canale 5 ha ottenuto ottimi risultati rispolverando La Ruota della Fortuna, rivelatasi una scelta vincente per la rete. In un simile contesto, lo storico format ha perso gradualmente la propria centralità, a nulla servendo i tentativi di restyling e la breve prova in prima serata durata soltanto poche settimane. A preannunciare la svolta erano stati, inoltre, i recenti addii di vari volti storici della squadra del programma.
Il passaggio degli account a Mediaset e l’eredità televisiva
A confermare in modo simbolico la fine del percorso sono stati gli avvenimenti delle ultime ore riguardanti i profili ufficiali dello show. Secondo le indiscrezioni diffuse negli ambienti televisivi, la gestione dei canali web sarebbe passata nelle mani di Mediaset, la quale ha poi interrotto ogni tipo di aggiornamento. La paralisi dei profili, rimasti privi di nuovi contributi volti a mantenere viva la memoria del brand, testimonia in maniera inequivocabile la chiusura di un’era per la televisione commerciale. Spegnere la presenza digitale significa mettere la parola fine a un programma che lascia in eredità inchieste, tormentoni, personaggi e un codice espressivo entrato a far parte dell’immaginario collettivo di milioni di telespettatori.
