L’ex ciclista celebra i successi delle sue pagine scritte e non esclude nuovi entusiasmanti progetti futuri
Noto per il carattere combattivo che gli è valso lo storico soprannome di «El Diablo» e per le memorabili imprese in bicicletta, Claudio Chiappucci sta vivendo una nuova stagione espressiva legata alla scrittura. In un’intervista rilasciata al portale BollicineVip, l’ex ciclista ha confidato le proprie emozioni per l’inserimento nella Selezione Bancarella 2026, un traguardo inaspettato accolto con sorpresa ed entusiasmo. L’onorificenza, inserita nella storia della tradizione letteraria italiana, premia la volontà del campione di mostrare un percorso autentico. Attraverso questa opera, l’atleta non intende unicamente riepilogare i successi agonistici, ma desidera condividere gli aspetti meno noti della sua esistenza, fatti di sacrifici, incontri ed emozioni che ne hanno plasmato la personalità.
I ricordi del ciclismo e la serata al Just Me di Milano
L’esperienza maturata sulle strade sportive costituisce il nucleo fondamentale del volume. Come spiegato su BollicineVip, la rassegna stampa e la raccolta di giornali custodita nel tempo si sono rivelate preziose per rievocare aneddoti inediti, espressioni e frammenti di vita che il tempo rischiava di sfumare. Tra i passaggi più significativi dell’intervista emerge la frase che sintetizza la visione di vita dell’atleta: «Non contano i passi che fai, ma le impronte che lasci». Un principio che colloca il valore delle relazioni umane e del contatto con i sostenitori al di sopra delle semplici vittorie. Questo percorso conoscitivo e celebrativo vedrà un momento di festa programmato per il 21 ottobre presso il Just Me di Milano. L’appuntamento consentirà di festeggiare in allegria con gli amici l’esito conseguito a seguito della premiazione di settembre, coronando un periodo particolarmente felice.
Dal terzo libro alle prospettive per il futuro
L’opera premiata alla Selezione Bancarella 2026 rappresenta il terzo libro firmato da Claudio Chiappucci. L’ex corridore non esclude la pubblicazione di ulteriori progetti editoriali in futuro, guidato dall’esigenza naturale di fissare le proprie memorie sulla carta, sebbene al momento non vi siano anticipazioni definite. La narrativa si conferma così la continuazione ideale delle sue imprese: se un tempo era la bicicletta a definirne la figura pubblica, oggi sono le pagine stampate a manifestarne l’identità più profonda. Come si evince dalle sue parole diffuse da BollicineVip, la vera misura dell’individuo risiede nelle impronte umane e nei legami costruiti nel tempo. L’intervista completa, consultabile su BollicineVip, illustra nel dettaglio le sue considerazioni sul premio letterario, sulla custodia del passato e sui prossimi traguardi di una carriera che continua a rinnovarsi.
