Un drammatico racconto depositato in tribunale accende un forte dibattito sulle tutele garantite ai collaboratori dei personaggi famosi
Kylie Jenner, imprenditrice e figura di riferimento del clan Kardashian Jenner, torna al centro della cronaca internazionale per una terza denuncia legata a presunti abusi lavorativi. A sollevare il caso è la sua ex chef personale, che punta il dito contro l’entourage della ventottenne accusandolo di aver trascurato ripetutamente una gravidanza a rischio. Secondo la testimonianza, la donna sarebbe stata costretta a sostenere ritmi di lavoro intensi e mansioni pesanti, situazione che avrebbe portato a un aborto spontaneo. Questa vicenda si aggiunge ad altre due azioni legali già avviate da una ex addetta alle pulizie e da un’altra dipendente, entrambe relative a presunti ambienti di lavoro ostili e carenze nella tutela del personale domestico.
Le accuse e il racconto della ex chef
Nella documentazione depositata presso la Corte Superiore di Los Angeles, la chef racconta di essere stata assunta poco prima del Giorno del Ringraziamento e di aver comunicato la propria gravidanza poche settimane dopo, chiedendo condizioni lavorative adeguate. Tuttavia, secondo quanto riportato, tali richieste non sarebbero state accolte, mentre i turni avrebbero raggiunto le undici o dodici ore al giorno, accompagnati da attività fisicamente impegnative. La donna descrive un progressivo peggioramento fisico culminato durante un evento privato di fine anno, quando le sarebbe stato chiesto di trasportare carichi pesanti senza aiuto. In quell’occasione avrebbe accusato vertigini e un forte malessere, fino all’intervento della sicurezza.
Il momento più critico, sempre secondo la denuncia, si sarebbe verificato settimane dopo a Palm Springs durante una celebrazione familiare. Al quinto mese di gravidanza, la donna avrebbe avuto un collasso nei bagni. Il giorno successivo una grave emorragia avrebbe reso necessario il ricovero, con la conseguente perdita del bambino. La ex chef collega direttamente questo evento alle condizioni lavorative affrontate nei mesi precedenti. Nei documenti si evidenzia anche un marcato peggioramento psicologico dopo il trauma e presunti atteggiamenti distaccati da parte di alcuni superiori, fino a un rimprovero ricevuto nonostante la situazione, elemento descritto come particolarmente doloroso.
Questioni legali e impatto mediatico
Oltre alle accuse principali, emergono contestazioni relative a pagamenti incompleti e a un licenziamento ritenuto ingiustificato. Si parla inoltre di una proposta economica avanzata per evitare il procedimento giudiziario e di comunicazioni in cui sarebbe stato offerto un compenso in cambio della rinuncia alla causa. Parallelamente, la vicenda si intreccia con la vita privata di Kylie Jenner, oggi legata a Timothée Chalamet e madre di due figli avuti con Travis Scott, alimentando ulteriormente l’attenzione mediatica.
Gli avvocati della parte attrice sottolineano come le leggi sul lavoro in California prevedano tutele specifiche anche per il personale domestico impiegato nelle residenze delle celebrità, un aspetto che potrebbe risultare determinante nel processo. Mentre il caso continua ad arricchirsi di nuovi elementi e il dibattito pubblico si divide tra immagine e responsabilità, resta aperta una riflessione più ampia: quanto incide davvero la notorietà quando si confronta con la vulnerabilità di chi lavora lontano dai riflettori?
