Dopo il voto in aula scoppia una vera tempesta mediatica condita da gravi intimidazioni che finiscono al vaglio delle autorità
Si intensifica il confronto sulla riforma della legge 157 sulla caccia approvata dal Senato. L’on. Michela Vittoria Brambilla (Nm), da poco entrata nella Commissione Agricoltura, ha espresso voto contrario all’adozione del provvedimento come testo base durante la seduta odierna, assumendo una posizione netta che ha rapidamente generato reazioni, anche aggressive, sui social.
La parlamentare, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la Tutela dell’Ambiente, ha spiegato così la propria decisione: “L’ho fatto perché la battaglia per l’ambiente e contro la caccia non è una battaglia di partito, non è di destra o di sinistra, ma è una grande battaglia di civiltà che riguarda la sensibilità di tutti noi parlamentari e di tutti gli italiani. E io interpreto le istanze di quella maggioranza di italiani, oltre 22 milioni, che credono che la caccia vada solo abolita”.
Nel corso della stessa seduta sono state inoltre abbinate al testo quattro proposte di legge presentate dalla stessa Brambilla, tutte orientate a rafforzare la tutela degli animali e a promuovere una progressiva abolizione dell’attività venatoria.
Un anno dalla legge e nuove tensioni
L’intervento della deputata arriva in una data significativa: “In questo giorno celebriamo un anno esatto dall’entrata in vigore della legge Brambilla, che garantisce finalmente tutela giuridica a tutti gli animali, indipendentemente dalla specie, ed inasprisce in maniera importante le pene per chi commette reati nei loro confronti, con previsione di carcere effettivo e multe abbinate di migliaia e migliaia di euro. Orgogliosa di questo grande traguardo, continuerò a difendere i nostri valori nelle aule parlamentari”.
Poche ore dopo il voto, però, Brambilla ha denunciato una pesante ondata di attacchi ricevuti online: “Denuncerò quindi alla Polizia postale la devastante aggressione subita ora sui miei social da parte del mondo dei cacciatori che ben qualificano la categoria: violenti con i più deboli, non rispettosi delle idee mie e della maggioranza egli italiani. Una maggioranza silenziosa, non rumorosa come i pochi cacciatori rimasti, una maggioranza che chiede solo il rispetto della vita. Sono stata coperta di insulti sessisti e bersagliata da minacce alla mia persona e alla mia sicurezza, con veri e propri atti di intimidazione. Ma non mi fermeranno”.
I dati sugli incidenti e il clima politico
La deputata ha confermato la volontà di proseguire nel proprio impegno istituzionale: “Eserciterò il mio mandato parlamentare rispettando la volontà degli italiani in nome e per conto di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste che si riconoscono in una diversa visione della natura e dell’ambiente, quella del rispetto per ogni forma di vita”.
Nel suo intervento ha inoltre richiamato i numeri legati all’attività venatoria: “Ed in nome e per conto dell’Italia che teme per la propria integrità fisica: nella scorsa stagione venatoria sono stati 11 i morti e 31 i feriti. Dal 2007 al 2025 i morti sono stati 462. A questo desolante bilancio si aggiungono le vite spezzate di milioni e milioni di animali oggetto di sterminio”.
Il dibattito sulla riforma della caccia si prospetta quindi particolarmente acceso, sia nelle sedi istituzionali sia nell’opinione pubblica, con posizioni sempre più contrapposte tra sostenitori e oppositori dell’attività venatoria.
