Dalla grazia vissuta a Rebibbia con il Pontefice alle confidenze più disinibite sulle sue relazioni, l’ex showgirl si racconta senza alcuna riserva
Un intervento schietto e privo di reticenze segna il ritorno mediatico di Sylvie Lubamba, protagonista di una lunga intervista rilasciata a Privé by MOW ed Escort Advisor. Il format in podcast, frutto della sinergia tra la testata di attualità MOW (mowmag.com) e la celebre piattaforma di recensioni, vede alla conduzione il direttore Moreno Pisto. A 54 anni, l’ex personaggio televisivo ha affrontato senza esitazioni argomenti complessi, alternando ricordi della propria vicenda giudiziaria, considerazioni sullo scenario politico e dettagli inediti legati alla propria sfera intima.
L’attrazione per Roberto Vannacci tra politica e presenza scenica
Uno dei passaggi più discussi della conversazione riguarda il forte interesse nutrito verso Roberto Vannacci, l’ex generale ed europarlamentare al centro di continue polemiche. L’ex soubrette ha fissato nel tempo il loro primo contatto, avvenuto in una circostanza speciale. «Sono andata a seguirlo a uno dei tanti incontri, mi ricordo la data perché era anche il mio cinquantaduesimo compleanno, primo marzo 2024. Sono andata in Piazza Duomo, in questo spazio molto bello di un amico. Volevo anche intervenire. C’erano le telecamere di tutti i programmi di approfondimento giornalistico politico, c’eravate anche voi di MOW. Quando è stato il mio momento è stato il generale a pormi il microfono in bocca, all’altezza della bocca».
In quel contesto, Sylvie Lubamba ha preso le parti dell’ufficiale, inserendosi nel dibattito incentrato sulla pallavolista Paola Egonu e sulla sua rappresentatività dell’identità nazionale. L’ospite ha ribadito la propria posizione con fermezza. «Mi sono espressa contro Paola Egonu. Il generale aveva detto che Egonu non rappresentava l’italianità. Nonostante lei e la sottoscritta siano nate in Italia, non abbiamo i tratti somatici caucasici, è palese, ma negroidi. “Scandalo! Il generale è un razzista, ha usato il termine negroide, non va bene”. Ma il termine negroide è correttissimo. Io appartengo all’etnia negroide, di conseguenza Sylvie è negra. È assolutamente correttissimo: se dicono la mia amica Sylvie è negra, non ci vedo nulla di offensivo e di peccaminoso. Se invece dicono quella sporca negra di Sylvie Lubamba, allora sì».
L’apprezzamento nei riguardi di Vannacci ha presto valicato la sola sintonia di idee per assumere connotati fisici, sebbene legati al carisma sul palco piuttosto che all’aspetto sonoro. «Il timbro della voce conta. E devo dire che l’amato generalissimo Vannacci, nonostante abbia questo lessico, questa grammatica, questo linguaggio ineccepibili, io l’ho sentito al telefono: non è molto eccitante. Lui è eccitante, ma non con la voce: ha una presenza scenica… come si dice, una padronanza del palco, del gesto». Interrogata sull’esistenza di una fantasia erotica con il generale, Sylvie ha chiarito la ragione per cui la situazione non si sia sviluppata. «Non è successo… lui mi ha presentato la moglie il primo giorno che ci siamo conosciuti, e quindi come fai?».
Il periodo a Rebibbia e la lavanda dei piedi con Papa Francesco
L’intervista ha toccato momenti di profonda riflessione dedicati ai tre anni trascorsi in detenzione all’interno del penitenziario femminile di Rebibbia. Tra le memorie più vivide spicca la storica visita compiuta da Papa Francesco, pontefice noto anche come Bergoglio, che scelse la struttura romana per celebrare un rito solenne. L’ex showgirl è stata selezionata tra un gruppo numeroso di recluse per ricevere il gesto evangelico, un evento che ha avuto risonanza internazionale. «Sono stata scelta tra 250 detenute per la lavanda dei piedi. Sono passati nove anni e sono ancora incredula. Era la prima volta che un Papa entrava in una struttura carceraria femminile. Questo momento è andato in onda in mondovisione e in eurovisione. Mi hanno visto anche i miei parenti in Congo».
I retroscena sulla sfera privata tra giovinezza e vita di coppia
Il dialogo si è poi spostato sui retroscena della vita sentimentale, a partire dal debutto intimo avvenuto durante l’adolescenza a 16 anni con un ragazzo diciassettenne. «A 16 anni con un ragazzo che mi piaceva tantissimo, bellissimo, biondo, con gli occhi azzurri, il classico principe azzurro che sognerebbe qualsiasi ragazza sedicenne. Non è stato bello. Lui aveva un anno più di me, quindi figuriamoci, totalmente incapace anche lui. Ma ero innamorata lo stesso, attratta dalla sua bellezza. Poi per me sembrava troppo. Non pensavo di meritare un ragazzo così bello. E quindi mi accontentavo del nostro rapporto, anche se dal punto di vista sessuale era alquanto scadente». Interpellata sul numero complessivo dei partner, l’ex soubrette ridimensiona le aspettative precisando di aver superato quota 20 nel corso dei suoi 54 anni. «Ho 54 anni, con tutte le possibilità che ho avuto… insomma, la media è proprio bassa. Più di 20. Non li ho mai contati, in realtà».
Tra i ricordi del passato emerge anche il racconto di vacanze estive all’insegna del divertimento ma del tutto prive di sviluppi passionali, culminate in una stanza condivisa con diversi giovani. «Penso sia capitato a molti che, in un periodo della tua vita, esci con gli amici, specialmente d’estate, bevi volentieri, vai nei locali, eccetera. E io mi sono ritrovata a dormire da gente sconosciuta, seminuda, con dei ragazzi accanto a me. Ero ospite in una villa in vacanza da amici. Mi avevano riservato la mia camera da letto e poi mi ritrovavo sempre persone da me, ragazzi che volevano condividere il letto con me. Amici degli amici, entravano e si accomodavano tranquillamente. Mi ritrovavo tipo regina di Saba sdraiata in deshabillé, era la mia stanza, con due ragazzi a destra e due a sinistra e addirittura uno in fondo ai piedi. Non succedeva assolutamente nulla».
Definendosi senza mezzi termini «una classicona», Sylvie Lubamba ha svelato la propria routine sotto le lenzuola ammettendo di privilegiare la fase preliminare ed escludendo l’impiego di accessori. «Il sesso con me è estremamente noioso. Mi piacciono tantissimo i preliminari. Ecco, io godo con i preliminari, quindi la penetrazione è proprio un di più per me. No, non uso oggetti. La penetrazione è la parte finale che ci sta, ecco, però non quella fondamentale dell’amplesso. La mia posizione preferita è smorzacandela: io sopra l’uomo. Raggiungo prima l’orgasmo».
L’ex showgirl ha infine ripercorso le frequentazioni con ragazzi più giovani di 11, 12, 13 anni, ricordando in particolare un’intensa convivenza intrapresa quando lei aveva 34 anni e il compagno ne aveva 23. «Sono stata con un paio di ragazzi più piccoli di me, di: 11, 12, 13 anni. Con uno ho convissuto, era più piccolo di me di 11 anni. Io avevo 34 anni e lui 23. Io mi sono trovata molto bene. Si notava la differenza. Io ero già molto donna». Il resoconto completo della chiacchierata senza censure è fruibile sulle pagine di MOW e attraverso i canali video e social dedicati alla trasmissione.
